EFFICIENZA NELLA GESTIONE DEL TRASPORTO DEL FARMACO

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Parlare di efficienza nell'ambito della distribuzione intermedia del farmaco impone innanzitutto qualche riflessione sul contesto competitivo che la sta caratterizzando negli ultimi quindici anni. Innanzitutto, sono pochi i settori che possono vantare un così ampio intervento normativo che ne ha disciplinato a più riprese anche gli aspetti più intimamente operativi, si pensi, per citarne alcuni, ai vincoli sui tempi di limite consegna, sulla disponibilità minima, all'obbligo di trasporto esclusivo, al rispetto delle norme di buona distribuzione (sostanzialmente certificazione del sistema qualità), alla scontistica (minima) stabilita per legge sia da fornitori che alle farmacie, alle più recenti disposizioni in termini di tracciabilità del farmaco, nonché alla liberalizzazione della vendita di farmaci da banco. 

A questi vincoli normativi si devono poi aggiungere quelli dettati dall'indifferenziabilità del prodotto oggetto di distribuzione, pertanto la ricerca esasperata di servizio al cliente assume un ruolo chiave nel determinare un contesto operativo caratterizzato da una referenziazione molto spinta (fino a 140.000 SKU2), logiche estreme di Just In Time (talvolta anche oltre, nel caso di ordini sul venduto), tempi di consegna normalmente inferiori alle tre ore dall'ordine, frequenze di consegna che possono superare anche le quattro al giorno. A ciò si aggiunga la continua ricerca di servizi a valore aggiunto che possono andare dai corsi ECM (con docenti accreditati dal Ministero della Salute), all'aggiornamento normativo quotidiano del farmacista, alla consulenza farmacologica, tecnica (preparazioni galeniche), diagnostica (esecuzione di esami di laboratorio), di marketing (dallo studio del migliore display merceologico dei prodotti di libera vendita, al geomarketing) ed altro ancora.

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