PROCESSI E STRUMENTI PER IL S&OP: UN CONFRONTO GLOBALE (2° PARTE)

 

La capacità di effettuare processi evoluti

Il prossimo grafico illustra la capacità da parte delle aziende di mettere in atto processi più o meno evoluti di pianificazione e gestione della loro Supply Chain: come si può vedere in modo chiaro, i paesi emergenti (che coincidono con il Resto del Mondo) parrebbero decisamente vincenti sul Nord America e sulla vecchia Europa, per la loro abilità di gestire situazioni "a capacità finita" e di simulare efficacemente scenari alternativi (analisi "what if"), tutte cose che contribuiscono alla definizione e gestione di piani di azione particolarmente efficaci e reattivi.

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La valutazione di scenari "a capacità infinita" è tipica di chi adotta sistemi MRP (Materials Requirements Planning), che forniscono una risposta alla domanda "cosa bisogna fare per soddisfare la domanda, a prescindere da vincoli di capacità produttiva / distributiva?", mentre valutare scenari con strumenti di schedulazione "a capacità finita" (che sono particolari tool per la gestione della Supply Chain) consente di stabilire ciò che si può realisticamente fare, a fronte della domanda, sulla base delle risorse effettivamente disponibili.


Il secondo approccio, più complesso e raffinato, vede nettamente in vantaggio le aziende che lavorano nel resto del Mondo, ossia in paesi in fase di forte sviluppo (es. Cina, India, Brasile).

Ma anche rimanendo tra le aziende dotate solo di sistemi MRP (capacità infinita), è indicativa la scarsa attitudine delle aziende nordamericane alla simulazione o meglio alla valutazione comparativa di più scenari alternativi: questo potrebbe dipendere da un altro risultato dell'analisi (non illustrato per mezzo di grafici), che mostra come più della metà (54%) delle aziende nordamericane intervistate sono ancora impegnate a definire un processo formale di S&OP, che quindi ancora non hanno e che idealmente dovrebbe proprio avere tra le sue best-practices la valutazione ed il confronto di scenari alternativi, sia per prendere la decisione più giusta, sia per essere proti a reagire nel caso in cui le cose non andassero secondo le scenario sul quale si era deciso di puntare (es. calo della domanda, indisponibilità di una certa fornitura etc.).

 

La capacità di misurare e di confrontare i risultati operativi

Anche dal punto di vista più squisitamente organizzativo, le aziende nordamericane sembrano pagare pegno rispetto alle altre: per una volta, a fare la parte del leone sono le aziende europee, le quali - essendo fortemente focalizzate su processi formali di pianificazione della domanda - risultano essere particolarmente valide nel tenere in considerazione ad esempio il parere ed il contributo di vendite e marketing nella previsione della domanda.

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Spicca inoltre l'attitudine delle aziende dei paesi emergenti a misurare, che effettivamente è una caratteristica tipica del "pensiero orientale".
In che modo le capacità sopra estrinsecate sono correlate ai fattori tecnologici? Lo si scopre con la prossima fase del report di analisi.

 

Fattori tecnologici abilitanti

L'analisi di Aberdeen, come al solito, ha anche analizzato quali siano i fattori abilitanti dal punto di vista tecnologico, esaminando la dotazione delle aziende in funzione della provenienza geografica.

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Le aziende nordamericane sono molto più delle altre inclini a utilizzare sistemi informatici di vecchia generazione: questo si spiega facilmente, pensando al semplice fatto che negli USA hanno iniziato ben prima degli altri ad utilizzare l'informatica a supporto della pianificazione e all'esecuzione dei processi di Supply Chain. Per forza di cose, invece, i paesi emergenti si stanno dotando di nuove tecnologie, ossia quelle disponibili al momento dell'implementazione.

L'integrazione dei vari moduli dell'ERP aziendale è una caratteristica positiva che definisce soprattutto le aziende del resto del Mondo: l'integrazione è molto importante per ridurre o eliminare ridondanze di data-base, anagrafiche, informazioni e gli step intermedi tra più sistemi non integrati, tutte cose molto importanti per la rapidità di esecuzione e il contenimento degli errori, a loro volta vitali per Supply Chain reattive.
Ma qui è d'uopo tornare a quella situazione apparentemente paradossale e già descritta, che vede le aziende nordamericane apparentemente meno dotate dal punto di vista delle capacità e - adesso lo scopriamo - anche meno dotate dal punto di vista delle risorse tecnologiche, eppure "vincenti" dal punto di vista prestazionale (ricordiamo la rimarchevole quota di aziende "Best-in-Class" che si annida tra le aziende nordamericane). Peraltro, l'ampia diffusioni di sistemi legacy è comune anche alle aziende BIC.
La riflessione che sorge dalla lettura incrociata di questi dati è che forse non siano tanto importanti la potenzialità assoluta, la copertura funzionale, la sofisticazione algoritmica degli strumenti IT che si hanno a disposizione, quanto piuttosto la conoscenza profonda dei loro meccanismi e quindi - in ultima analisi - la capacità di saperli usare in modo appropriato da parte degli utenti e delle organizzazioni, a fare la differenza.

 

Conclusioni e raccomandazioni

Sulla base dei vari ragionamenti fatti illustrando criticamente i risultati delle analisi, le conclusioni e le raccomandazioni che genericamente potrebbero essere fatte alle aziende, in funzione della loro origine geografica, sono le seguenti:

Nord America
Mettere in piedi processi formali di S&OP
Implementare i sistemi legacy, per disporre di funzionalità di pianificazione migliori
Migliorare l'integrazione tra i vari tool informatici
Coinvolgere di più Vendite e Marketing nel processo di pianificazione della domanda
EMEA
Mettere in piedi processi formali di pianificazione della domanda
Mettere a disposizione strumenti capaci di ragionare "a capacità finita"
Migliorare l'integrazione tra i vari tool informatici
Fare ricorso a strumenti specializzati nel S&OP
Resto del Mondo
Mettere in piedi processi formali di S&OP
Integrare di più gli aspetti finanziari nel processo di S&OP
Mettere in atto sistemi formali di pianificazione della domanda all'interno del processo di S&OP

Come chiusa di questa analisi, ci piace sottolineare ancora una volta come - alla fine di tutto - l'importante non sia solo disporre di sistemi avanzati, quanto piuttosto sapere cosa farci e saperli usare.

Ecco perché non finiremo mai di porre l'accento sull'importanza di "preparare il terreno" all'introduzione di sofisticati tool informatici, i quali da soli non possono risolvere i nostri problemi: bisogna prima rivedere ed adeguare l'organizzazione ed i suoi processi, formare le persone sia sugli aspetti teorici che riguardano la buona pianificazione della domanda e delle varie risorse aziendali - in primis le scorte - sia sugli aspetti più banalmente legati ad una fase di adeguata durata ed approfondimento di training on-the-job sugli strumenti, affiancando gli utenti fino a quando essi non abbiano raggiunto una sufficiente autonomia.

Questo non deve però generare l'ingannevole aspettativa che dotarsi di nuovi strumenti sia inutile: è anzi fondamentale e prima o poi chi dispone di tali strumenti primeggerà. Solo che la scelta va - ancora una volta - fatta a ragione veduta e deve essere guidata non tanto dall'IT aziendale, quanto dai processo owner.

Tutte cose che un buon Consulente, come Simco, sa fare e sulle quali vi può efficacemente supportare: non esitate quindi a contattarci, prima di intraprendere un percorso di miglioramento.

 

Seconda Parte - per visionare la prima parte clicca qui

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