I PUNTI DEBOLI DEL MAGAZZINO DI DISTRIBUZIONE (PRIMA PARTE)
L'inadeguatezza fisica e gestionale delle UdC
Realizzare oggi un magazzino efficiente non può prescindere dalla corretta definizione delle Unità di Carico da utilizzare nell’impianto.
Per effettuare un buon progetto occorre individuare una configurazione fisica delle UdC ( tipo di supporto, altezza, peso, stabilità, etc.) e, parallelamente, definire i migliori criteri gestionali da adottare per le stesse.
Nelle slides che vi presentiamo sono illustrati i criteri che più frequentemente vengono adottati; è importante sottolineare come il calcolo del volume unitario del singolo item in giacenza sia alla base di una prassi corretta per conseguire i migliori risultati.
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I PUNTI DEBOLI DEL MAGAZZINO DI DISTRIBUZIONE (SECONDA PARTE)
La gestione poco accurata delle attivita' di ingresso merci
Nella gestione del magazzino moderno le attività fisiche e informatiche legate alle attività di ingresso delle merci sono il punto di partenza di un processo che condiziona il funzionamento di tutto l’impianto.
In un magazzino non informatizzato l’ingresso delle merci era un’attività principalmente di natura fisica; da quando invece si utilizzano software WMS e si ha la possibilità di intervenire sull’efficienza, sul tipo e sulla gestione delle UdC, nonchè sui processi di lavoro successivi, è diventata necessaria una forte integrazione fra le attività fisiche e quelle logiche, per cercare efficienza ed efficacia operativa; sono diventati anche per questo sempre più importanti i processi collaborativi all’interno e all’esterno dell’azienda, un’anagrafica articoli finalizzata anche all’efficienza logistica e una preparazione professionale degli addetti diretti e indiretti di magazzino all’altezza dei nuovi modelli organizzativi.
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I PUNTI DEBOLI DEL MAGAZZINO DI DISTRIBUZIONE (TERZA PARTE)
Utilizzo di mezzi di movimentazione inadeguati ai processi
Capita sovente di constatare che l’utilizzo dei mezzi di movimentazione nei magazzini di distribuzione non sia ottimale; in alcuni casi si assiste ad un utilizzo delle macchine addirittura improprio . In questi casi la scelta del parco carrelli non viene evidentemente effettuata con un metodo corretto e stabilendo le priorità decisionali che danno la garanzia di un buon risultato funzionale e tecnico/economico.
Nelle slides che vi vengono presentate individuiamo i principali tipi di macchina che esistono sul mercato e il loro ottimale campo di applicazione, sia per la movimentazione di UdC intere, sia per effettuare il picking. Inutile sottolineare l’importanza di un buon progetto logistico, da cui sono facilmente individuabili le soluzioni più convenienti ed efficienti anche nell’area dei carrelli elevatori, che sono fondamentali per una logistica interna di qualità.
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I PUNTI DEBOLI DEL MAGAZZINO DI DISTRIBUZIONE (QUARTA PARTE)
Lay out poco razionali e quindi poco ordinati e sicuri
E’ frequente constatare come i moderni Ce. Di. garantiscano spesso dei buoni requisiti di qualità relativamente ai processi della logistica ma siano, a volte, molto carenti su una scala di progettazione più “alta”, che condiziona significativamente l’arco completo dell’esistenza del magazzino.
Mi riferisco in primo luogo all’applicazione dei requisiti generali di buona progettazione che dovrebbero indurre le Aziende committenti alla stesura di un Master Plan del Ce.Di. in via di realizzazione che, dallo start up, si proietti fino al massimo sviluppo ipotizzabile.
Questo approccio progettuale si dimostra vincente sia perché è orientato alla massima valorizzazione dei beni di proprietà, sia perché permette di focalizzare, unitamente alle componenti logistiche, gli elementi funzionali, strutturali e architettonici per una corretta e sicura progettazione edilizia degli spazi coperti e scoperti.
In questa sessione di lavoro entreremo nel merito degli aspetti progettuali sopradescritti e porteremo anche alcuni esempi di metodo e di realizzazioni Simco.
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I PUNTI DEBOLI DEL MAGAZZINO DI DISTRIBUZIONE (QUINTA PARTE)
L’importanza strategica del magazzino di distribuzione, soprattutto per le attività commerciali, è indiscutibile; il tema dei costi, del servizio e dell’efficienza sono elementi che qualificano questi impianti e spesso ne decretano o meno il successo.
Il contatto col mercato della attività distributiva è il magazzino: per questo è importante che fra l’ Azienda e il suo magazzino esista una forte integrazione strutturale; questa passa necessariamente attraverso i sistemi informatici gestionali e operativi, che si integrano reciprocamente per ottenere il miglior risultato in termini di servizio e qualità verso il Cliente finale
Occorre quindi essere orientati verso l’anima operativa dell’impresa che ha nel magazzino una delle sue principali componenti, agendo sull’anagrafica articolo e arricchendola di quelle componenti che premettono alla Logistica di affiancare validamente l’apparato commerciale e distributivo nella missione aziendale.
In questa sessione di lavoro elenchiamo ed entriamo nel merito degli elementi logistici principali di anagrafica articolo, necessari per rispondere adeguatamente alle prestazioni di qualità ed efficacia richieste al magazzino.
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I PUNTI DEBOLI DEL MAGAZZINO DI DISTRIBUZIONE (SESTA E ULTIMA PARTE)
Il software WMS, unitamente alle attrezzature hardware dedicate (terminali mobili, reti locali, RF, strumenti per il riconoscimento veloce e sicuro dei beni) è il cuore del magazzino di distribuzione.
Il successo di questa applicazione è legato ai risultati che si ottengono in relazione ai costi necessari per la sua implementazione; questo rapporto, soprattutto per gli impianti di medie / grandi dimensioni, è spesso molto favorevole. In comune con la piccola azienda, dove il ritorno dell’investimento è più difficile da conseguire, ci sono invece gli aspetti di miglioramento qualitativo nei processi di lavoro e nel servizio. Un altro elemento che indirizza sovente le Aziende a dotarsi di questi tools a scapito di interventi sul magazzino fisico è la facile riconvertibilità e adattabilità ai cambiamenti. Questo aspetto è il pregio e sovente anche l’handicap principale delle scelte che si collegano al WMS; quando lo si implementa diventa invece altrettanto importante ridiscutere i processi e l’organizzazione del lavoro inducendo interventi anche sulla fisica degli impianti che, malauguratamente, non sempre vengono attuati invalidando, quindi, parte dei risultati ottenibili.
In questa sessione di lavoro evidenziamo i risultati ottenibili ed anche alcuni problemi legati allo sviluppo di questo prodotto informatico pensato specificamente per il magazzino.
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